La Baia di Felloniche, nella frazione di Patù, è un’insentura con sabbia al centro e scogli bassi sui due lati. L’acqua è cristallina. A circa 4 Km c’è Torre Vado, dove cominciano le famose spiagge di finissima sabbia che hanno contribuito a rendere famoso il Salento.

Località balneare sul versante jonico a 3 km da Santa Maria di Leuca e a 5 km da Pescoluse, caratterizzata da una caletta con una distesa di spiaggia di sabbia e scogliera bassa, accessibile anche dai più piccoli. La località anche se piccola è ben servita: servizi di prima necessità (edicola/tabacchi; market, bar/gelaterie, trattorie/pizzerie, negozi); lungomare ben curato dove poter fare delle rilassanti passeggiate o semplicemente ammirare gli incantevoli tramonti. La tranquillità del posto, il mare cristallino, la natura incontaminata fanno di questo posto la meta ideale per chi vuole trascorrere una vacanza in pieno relax senza rinunciare alle agiatezze.

Patù è situato all’estremità meridionale del Capo di Leuca,  e sorge presso l’antica città messapica di Veretum e conserva i resti della notevole costruzione megalitica delle Centopietre. Si affaccia sul mare Ionio per circa 3 km con le località di Felloniche e Torre San Gregorio. L’intero territorio comunale è sottoposto a vincolo paesaggistico per la composizione naturale caratterizzata da macchia mediterranea ed essenze locali, e per la presenza di antichi monumenti dall’inestimabile valore estetico e tradizionale come le pajare. Importante è la presenza di flora tipica del luogo come l’Alisso di Leuca, il timo, il mirto e varie specie di orchidee selvatiche.

Storia di Patù

Il territorio di Patù è stato abitato sin dall’antichità; ha ospitato l’importante città messapica di Vereto distrutta dai Saraceni nel IX secolo d.C. con lo scopo di guadagnare un punto di riferimento nel Capo di Leuca e invadere così l’intera penisola salentina.

L’invasione saracena venne tuttavia sventata dall’imponente esercito mandato dal re di Francia Carlo il Calvo durante la battaglia del 24 giugno 877. Dalle rovine del centro messapico ebbe origine l’agglomerato urbano di Patù fondato, secondo la tradizione, nel 924 da alcuni superstiti veretini che si spostarono più a valle. A ricordo della vittoria sui Saraceni venne edificata la chiesa di San Giovanni Battista, la cui memoria liturgica ricorre proprio il 24 giugno. Durante il periodo feudale si avvicendarono varie famiglie: nel 1318 erano feudatari i Sambiasi; ad essi succedettero i Capece e i De Electis. Contemporaneamente appartenne alla Curia Vescovile di Alessano e al principe d’Aragona di Cassano, passò poi ai Guarino ed infine ai Granafei.

Si presume che il nome derivi dal termine greco pathos (patimento – dolore), in quanto ricorderebbe le sofferenze della città di Vereto (Veretum), dalla cui distruzione ad opera dei saraceni deriva la nascita del paese. Secondo altre ipotesi, essendo un granaio dove i veretini riponevano le vettovaglie, ebbe il nome del custode: Verduro Pato. Poi, per influenza della dominazione francese, Pato divenne Patù.

Vereto

Vereto è un’antica città messapica situata a poca distanza dal centro abitato. Situata sull’omonima collina, fu un importante centro per il commercio, sia con la Grecia che con la Magna Grecia. A tale proposito, i cittadini di Vereto costruirono un porto nella vicina baia di San Gregorio i cui resti possono essere visibili sul fondo del mare. Divenne municipio romano e poi fu rasa al suolo nel IX secolo ad opera dei Saraceni. Di tale centro rimangono alcune testimonianze monumentali come le fondamenta delle mura che cingevano la città, diverse sepolture, ecc..Tutti gli studiosi concordano che il sito occupato attualmente dalla chiesetta della Madonna di Vereto, fosse il centro, l’acropoli, sia della Vereto messapica, che quello della Vereto romana e medievale.

Centopietre

Centopietre è un antico monumento funerario dichiarato Monumento nazionale di seconda classe nel 1873. Databile al IX secolo, venne edificato come mausoleo sepolcrale del cavaliereGeminiano, messaggero di pace trucidato dai saraceni subito prima della battaglia finale tra cristiani e islamici del 24 giugno 877. La struttura, di forma rettangolare, è costruita con 100 blocchi di roccia calcarea provenienti dalla città messapica di Vereto. All’interno presenta diversi strati sovrapposti di affreschi a soggetto sacro risalenti al XIV secolo.

Chiesa San Giovanni

L’edificio nella sua struttura architettonica rispecchia lo stile romanico-bizantino. L’interno è a tre navate divise da pilastri, con il tetto a spioventi. Sul frontone troneggia una bifora, mentre sull’abside vi è un rosone. Questo monumento, edificato tra il X e l’XI secolo con lastroni provenienti da edifici dell’antica città di Vereto, custodisce nel suo interno alcune testimonianze monumentali e calcaree di questa città. L’episodio immortalato della costruzione di tale chiesa, per unanime consenso, si riferisce alla terribile battaglia combattuta tra cristiani e saraceni il 24 giugno dell’877 d.C. alla periferia di Patù, nella vasta piana denominata ancora oggi Campo Re ai piedi di Vereto. L’edificio è stato più volte restaurato nel corso dei secoli. Bisogna riconoscere nella chiesa almeno tre fasi; alla prima fase appartengono oltre che l’impianto essenziale, la bifora e l’arco a tutto sesto della facciata principale. La copertura attuale fu realizzata nel primo decennio del Novecento. Degli antichi affreschi rimane un San Giovanni Battista. Ha svolto anche la funzione di cimitero comunale.

Santa Maria di Leuca

Santa Maria di Leuca è un centro balneare e peschereccio che sorge nell’insenatura tra Punta Ristola e Punta Meliso, in una magica posizione dove da sempre si crede che  il Mare Adriatico e il Mar Ionio si incontrano. In realtà questa rimane una credenza e non c’è niente di più sbagliato, infatti da tutte le cartine nautiche e dagli accordi internazionali il Mar Jonio e il Mar Adriaticodi incontrano ufficialmente a Punta Palascia nei Pressi diOtranto. Perla dell’estremo lembo d’Italia, si adagia in un tratto di costa alternato da scogliere e piccole calette di sabbia. Le numerose grotte sono di grande interesse storico e naturalistico e i fondali marini sono un vero e proprio paradiso per il turismo subacqueo. Gli anfratti della costa sono quasi tutti raggiungibili in barca e i manufatti ritrovati hanno testimoniato la presenza umana fin dal Paleolitico. Dai romani fu chiamata“De finibus terrae”.