Proverbi e detti salentini

“Paese che vai, usanze che trovi” dice un detto accettato su scala nazionale. Oggi sarà mostrato come molti proverbi si pronunciano in maniera differente a seconda del luogo, il cui significato vale, però, sempre e ovunque. Sono frasi semplici e brevi che racchiudono tutta la saggezza popolare e l’esperienza dei nonni, dei nonni dei nonnni dei nonni…. 

Addù servenu li fatti nù bastanu le parole – Dove servono i fatti non bastano le parole

Ci cangia ddefrisca – Chi cambia sta meglio 

Ci time l’amore, time la vita – Chi ha paura dell’amore, ha paura della vita 

Il dialetto salentino è di difficile comprensione per chi non appartiene a questi luoghi. Al tempo stesso, le sonorità di questa lingua ha ispirato poeti e cantanti, che attraverso le loro opere hanno dato la possibilità a tutto il mondo di nuotare non solo nelle splendide acque che bagnano il Salento, ma di poter andare in profondità. Di addentrarsi lì dove solo la lingua di un luogo ha l’efficacia di mostrare: il cuore della gente; il modo di pensare e di rapportarsi alla vita.

AMICHE VECCHIETTE

Ci time le spine nù pòte amare le rose – Chi ha paura delle spine non può amare le rose 

A stu mundu nu nde ai nienti se nu llu tiri cu lli tienti – In questo mondo non hai niente se non lo tiri con i denti. 

La storia della lingua salentina è molto complessa ed articolata, carica di influenze linguistiche provenienti dalle popolazioni stabilitesi nel territorio nel corso dei secoli: messapi, spagnoli, francesi, ecc. Di tali popolazioni abbiamo soprattutto testimonianze a livello lessicale e nell’onomastica (molti sono i prestiti dallo spagnolo e dal francese, in particolar modo).Varie sono le teorie sostenute circa l’origine e lo sviluppo di tale lingua, ma tanti sono anche i disaccordi tra gli studiosi, che ancora non si ha un quadro ben definito della situazione. Di una cosa, però, si è certi:già nel periodo della Magna Grecia, con l’importanza sempre maggiore dell’agricoltura rispetto all’industria, le zone finora rurali acquistano importanza urbana; di conseguenza, si assiste ad una ristrutturazione dei ceti sociali che comporta una ristrutturazione anche a livello linguistico: il messapico, lingua volgare parlata solo nelle zone rustiche, entra a far parte della vita urbana, affiancando così il latino (lingua ufficiale) e influenzandolo a livello fonetico, lessicale e morfosintattico. (Fonte R. Coluccia)

Amore, tosse e rugna, nù sse potenu scunnere – Amore, tosse e rogna, non si possono nascondere.

Mpara l’arte e mintila de parte – Impara l’arte e mettila da parte. 

Sai addù nasci e nù ssai addù mueri – Sai dove nasci e non sai dove muori. 

Visitare il Salento o trascorrere una vacanza al Marinelli vuol dire vivere momenti meravigliosi, di relax e di sano divertimento, in cui non mancheranno momenti curiosi e dai colori piacevolmente locali. Puoi provare a leggere i proverbi in salentino e se vuoi sapere se hai letto bene basta semplicemente chiamarci al numero che trovi nella pagina contatti. Non è uno scherzo. La promozione di un territorio passa anche attraverso elementi strettamente semplici e locali. Ricordati prima di fare riferimento all’articolo. 😀

A dimostrazione che il dialetto salentino è stato degno, e lo è tuttora, di ricevere le attenzioni di studiosi, è opportuno ricordare l’esistenza di un Dialogo tra un Toscano e un Gallipolino: si tratta di un componimento in versi del 1794 di cui non se ne conosce l’autore. È un dialogo fra un Gallipolino e un Toscano, i quali discutono su una commedia appena vista. Questo è un altro racconto.